La UNI EN 1177:2024 è la norma tecnica di riferimento per la determinazione dell’attenuazione dell’impatto delle superfici utilizzate nelle aree gioco. Il documento stabilisce le apparecchiature e i metodi di prova necessari per misurare la risposta della pavimentazione in caso di caduta. Riguarda quindi piastrelle antitrauma, superfici in gomma colata e altri rivestimenti collocati sotto o intorno ad altalene, scivoli, strutture di arrampicata e attrezzature sopraelevate.
La versione attualmente in vigore è la UNI EN 1177:2024, entrata in vigore il 1° febbraio 2024 e accompagnata dall’Errata Corrige 1 pubblicata il 13 giugno 2024. La precedente UNI EN 1177:2019 è stata ritirata e sostituita. Per comuni, scuole, progettisti e gestori di aree ludiche è quindi necessario fare riferimento all’edizione aggiornata, sia nella richiesta di preventivo sia nella verifica della documentazione tecnica fornita per la pavimentazione.
Che cosa disciplina la UNI EN 1177:2024
La UNI EN 1177:2024 specifica i metodi utilizzati per determinare la capacità di una superficie di attenuare l’impatto. La valutazione avviene misurando l’accelerazione prodotta durante una prova di caduta controllata. L’apparecchiatura prevista dalla norma può essere impiegata sia in laboratorio sia direttamente sul luogo di installazione, permettendo di analizzare il prodotto in condizioni standard o di controllare la pavimentazione dopo la posa.
La norma non certifica che un’intera area gioco sia priva di rischi e non sostituisce la progettazione complessiva dello spazio. Definisce un metodo tecnico per verificare una prestazione specifica della superficie. Stabilità del sottofondo, drenaggio, continuità del rivestimento, assenza di dislivelli, manutenzione e corretta disposizione delle attrezzature devono essere valutati separatamente. La conformità del materiale non compensa eventuali errori progettuali o difetti di installazione.
Il rapporto tra UNI EN 1177 e UNI EN 1176
La UNI EN 1177 deve essere letta insieme alla famiglia di norme UNI EN 1176, dedicata alle attrezzature e alle superfici delle aree da gioco. La UNI EN 1176-1:2024, anch’essa in vigore dal 1° febbraio 2024, stabilisce i requisiti generali di sicurezza per le attrezzature e le superfici installate in modo permanente nelle aree gioco pubbliche. Le parti successive affrontano requisiti specifici per altalene, scivoli, giostre e altre tipologie di attrezzature.
Le due norme hanno quindi funzioni complementari. La UNI EN 1176 permette di individuare l’altezza di caduta libera associata all’attrezzatura e le caratteristiche dello spazio di caduta. La UNI EN 1177:2024 fornisce invece il metodo con cui verificare l’attenuazione dell’impatto offerta dalla superficie. Per scegliere il pavimento corretto bisogna conoscere prima le caratteristiche del gioco e successivamente individuare una superficie con una prestazione adeguata.
Altezza di caduta libera e altezza di caduta critica
L’altezza di caduta libera è collegata alle caratteristiche dell’attrezzatura e rappresenta un dato essenziale per la progettazione dell’area. L’altezza di caduta critica riguarda invece la prestazione misurata della superficie antitrauma. Il rivestimento deve essere selezionato in modo che la prestazione documentata sia coerente con l’altezza di caduta prevista per il gioco installato. Utilizzare una pavimentazione senza verificare questa relazione può portare a un dimensionamento non adeguato.
Non è quindi sufficiente acquistare un prodotto genericamente definito antitrauma. La documentazione dovrebbe indicare lo spessore testato, il materiale, la configurazione della prova e l’altezza di caduta critica rilevata. Una piastrella o una superficie colata può essere disponibile in più spessori, ciascuno associato a prestazioni differenti. Il confronto deve avvenire tra la configurazione sottoposta a prova e quella prevista nel progetto.
Come vengono eseguite le prove di impatto
La prova prevede l’impiego di una testa strumentata che viene lasciata cadere sulla superficie da altezze controllate. I sensori misurano le accelerazioni generate al momento dell’impatto e permettono di calcolare gli indicatori previsti dal metodo. Tra questi rientrano il valore HIC, relativo al criterio di lesione alla testa, e il valore massimo dell’accelerazione, indicato comunemente come g-max. I risultati consentono di determinare la prestazione della superficie nelle condizioni analizzate.
Le prove possono essere effettuate in laboratorio su campioni predisposti oppure in sito sulla pavimentazione installata. Questa distinzione è importante perché posa, sottofondo, temperatura, umidità e stato del materiale possono modificare il comportamento del rivestimento. Un rapporto di laboratorio documenta la prestazione della configurazione testata, mentre una verifica sul posto permette di controllare il sistema nelle condizioni effettive di utilizzo.
Piastrelle, gomma colata e materiali sciolti
Le piastrelle antitrauma sono elementi modulari disponibili in diversi spessori. Consentono una posa ordinata e permettono di sostituire singole parti in caso di danneggiamento localizzato. La loro prestazione dipende dal materiale, dalla densità, dallo spessore e dal sottofondo. Anche i giunti e i bordi devono essere realizzati con attenzione, perché movimenti o disallineamenti possono creare discontinuità e punti di inciampo.
Le pavimentazioni in gomma colata formano invece una superficie continua e possono adattarsi a geometrie articolate, disegni e variazioni cromatiche. Anche in questo caso la prestazione dipende dalla composizione e dallo spessore degli strati. I materiali sciolti, come alcune tipologie di corteccia o ghiaia adatta all’impiego ludico, richiedono un controllo regolare della profondità e della distribuzione. Nessun materiale è universalmente adatto a ogni area: la scelta dipende dalle attrezzature e dalle condizioni di gestione.
Spessore e prestazione non sono sinonimi
Lo spessore è un parametro rilevante, ma non descrive da solo la capacità di attenuazione dell’impatto. Due pavimentazioni con lo stesso spessore possono avere prestazioni diverse a causa della composizione, della densità, della struttura interna e del sottofondo. Per questa ragione non è corretto associare automaticamente un determinato numero di centimetri a una specifica altezza di caduta senza consultare il rapporto di prova riferito al prodotto.
La documentazione deve essere coerente con la soluzione ordinata. Se cambiano spessore, materiale, strato di base o modalità di posa, il risultato della prova precedente potrebbe non essere direttamente applicabile. Per enti e progettisti è quindi utile inserire nella richiesta di preventivo la prestazione necessaria, evitando di indicare soltanto uno spessore generico. In questo modo i fornitori possono proporre configurazioni tecnicamente confrontabili.
Certificazione, rapporti di prova e documentazione tecnica
Nel linguaggio commerciale si utilizza spesso l’espressione “pavimentazione certificata UNI EN 1177”. È però più preciso verificare l’esistenza di un rapporto di prova conforme alla UNI EN 1177:2024, riferito allo specifico materiale e alla configurazione proposta. La norma descrive metodi di prova e non deve essere interpretata come un’autorizzazione generale valida per qualsiasi utilizzo, spessore o modalità di installazione.
Il documento dovrebbe permettere di identificare prodotto, spessore, campione esaminato, condizioni di prova, altezza di caduta critica e soggetto che ha effettuato la verifica. Devono inoltre essere disponibili schede tecniche, istruzioni di posa e indicazioni per manutenzione e controllo. Una dichiarazione generica, priva di riferimenti alla configurazione acquistata, non offre elementi sufficienti per valutare la corrispondenza tra prodotto e progetto.
La prestazione della pavimentazione dipende anche dal sottofondo e dalla qualità dell’installazione. Una base irregolare, instabile o non correttamente drenata può provocare avvallamenti, ristagni, distacchi o movimenti dei moduli. Questi difetti incidono sulla sicurezza generale dell’area e possono modificare il comportamento del rivestimento. Prima della posa devono essere verificate pendenze, stabilità, drenaggio e compatibilità con il sistema scelto.
Adesivi, giunti, bordature e raccordi devono essere realizzati secondo le istruzioni del produttore. Anche le condizioni climatiche durante l’installazione possono assumere rilievo per le superfici colate o incollate. Per gli interventi più complessi può essere opportuno prevedere una verifica in sito dopo la posa. Il controllo permette di valutare la superficie nelle condizioni reali, soprattutto quando il progetto presenta geometrie, sottofondi o configurazioni differenti da quelle provate in laboratorio.
Controlli e manutenzione durante l’utilizzo
Una pavimentazione antitrauma conforme al momento dell’installazione può deteriorarsi nel tempo. Sole, pioggia, gelo, uso intensivo, sporco e atti vandalici possono provocare indurimenti, crepe, distacchi o perdita di materiale. Le zone sotto altalene, scivoli e punti di arrivo sono generalmente più sollecitate e richiedono un’attenzione specifica. Il gestore deve includere la superficie nel programma di ispezione dell’area gioco.
I controlli dovrebbero riguardare continuità, stabilità, bordi, giunti, avvallamenti, drenaggio e stato delle zone maggiormente utilizzate. Nei sistemi con materiali sciolti è necessario verificare anche la profondità effettiva e ripristinare il materiale spostato. Quando il deterioramento potrebbe aver ridotto la capacità di attenuazione, può essere necessaria una nuova prova tecnica. Conservare i registri di manutenzione facilita la gestione e permette di documentare gli interventi eseguiti.
La richiesta di preventivo dovrebbe indicare le attrezzature presenti, l’altezza di caduta libera, la superficie complessiva, il tipo di sottofondo e le caratteristiche dell’area. È utile precisare che la documentazione deve fare riferimento alla UNI EN 1177:2024 e alla relativa configurazione di prodotto. Bisogna inoltre chiarire se la fornitura comprende soltanto il materiale oppure anche preparazione del fondo, posa, bordature e verifica finale.
Il prezzo dovrebbe essere confrontato insieme a prestazione, durata, tipo di materiale e complessità della posa. Offerte apparentemente simili possono riferirsi a spessori, sottofondi o livelli di attenuazione differenti. Una richiesta strutturata rende più semplice confrontare soluzioni realmente equivalenti e riduce le ambiguità nella fase di acquisto.
Forniture professionali per aree gioco sicure
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