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Tavole ottomotriche Monoyer per la misurazione visiva.
La tavola ottometrica Monoyer è utilizzabile per la misurazine della vista ad una distanza consigliata di 3 metri.
Ottotipo pediadrico 3 mt. luminoso. Dimensioni: L.29.5xP.12xh.67.5 cm
Ottotipo luminoso a decimale mista 5 metri. Dimensioni: L.29.5xP.12xh.67.5 cm
Ottotipo luminoso modello Armagnac 5 mt. Dimensioni: L.29.5xP.12xh.67.5 cm
Tavola ottometrica a decimale mista 3 metri. Luminoso.
Tavola ottometrica luminosa Monoyer distanza 3 metri. Interruttore On/Off bipolare.
Ottotipo per bambini luminoso. Distanza 5 metri.
Ottotipo luminoso per bambini del Dr. Pesando. Distanza : 4 metri. Fissaggio a muro. Prodotto in Italia.
Tabella optometrica luminosa con schermo in acrilico. Grafico optometrico: Armagnac - 5 metri. Prodotto in Italia.
Tabella luminosa optometrica con schermo in acrilico. Grafico optometrico: Monoyer- 3 metri. Produzione Italiana.
Ottotipo luminoso con schermo in acrilico. Grafico optometrico: decimale misto - 3 metri. Made in Italy.
Tabella oculistica con scherma in acrilico. Grafico optometrico: bambini - 3 metri. Prodotto in Italia.
Ottotipo luminoso con grafico optometrico animale. Misure visive: 24x62 cm. Prodotto in Italia.
Tavola Ottometirca pediatrica 3 metri, per studio oculistico. Con illuminazione. Dimensioni: L30 x P8.5 x H68 cm
Ottotipo Monoyer luminoso per sudio oculistico. Tipologia: luminoso. Dimensioni L30 x P8.5 x H68 cm
Ottotipo luminoso Armagnac per visita oculistica. Fissaggio a parete. Dimensioni: L30 x P8.5 x H68 cm
Tavola ottotipica a decimale mista 3 m, luminosa per studi oculistici. Dimensioni: L30 x P8.5 x H68 cm
Tavola ottometrica modella a decimale mista distanza 5 mt. Luminosa
Ottotipo ultrapiatto con tecnologia a LED. Armagnac. Produzione Italiana.
Tavola optometrica ultrapiatta a LED. Per Bambini - 3 metri.
Tavola ottometrica ultrapiatta a Led Decimale mista - 3 metri. Made in Italy.
Tavola ottometrica ultrapiatta a led Monoyer 3 metri. Made in Italy.
Gli ottotipi, noti anche come tavole ottometriche o tabelle ottometriche, rappresentano lo strumento fondamentale per la valutazione dell'acuità visiva in ambito oculistico e optometrico. Questi dispositivi standardizzati permettono di misurare la capacità di discriminazione visiva del paziente mediante caratteri tipografici di dimensione progressivamente decrescente, seguendo precisi standard internazionali. La scelta dell'ottotipo corretto è determinante per garantire affidabilità diagnostica e conformità alle normative vigenti nel settore medicale.
L'utilizzo di ottotipi certificati rappresenta una necessità imprescindibile per qualsiasi studio oculistico, centro ottico o struttura ospedaliera che intenda fornire diagnosi precise dell'acuità visiva. Questi strumenti consentono al medico oculista o optometrista di quantificare oggettivamente il difetto visivo del paziente, identificando condizioni quali miopia, ipermetropia, astigmatismo e presbiopia. La progressione standardizzata dei caratteri, dalla visione nitida a distanze prestabilite, permette di tracciare una curva diagnostica affidabile, essenziale sia per la prescrizione iniziale che per il monitoraggio dell'efficacia di interventi terapeutici. Inoltre, l'impiego di tavole certificate garantisce la comparabilità dei risultati nel tempo e tra diversi operatori, fondamentale per la continuità della cura.
Oltre agli aspetti diagnostici, la corretta scelta dell'ottotipo influisce direttamente sulla soddisfazione del paziente e sulla velocità della visita oculistica. Un dispositivo ben illuminato e nitido riduce i tempi di esecuzione del test e minimizza l'affaticamento visivo durante la procedura, specialmente nei pazienti pediatrici o affetti da patologie che compromettono la vista. La disponibilità di molteplici varianti di grafico — come i modelli Monoyer, Armagnac e a decimale mista — consente inoltre di personalizzare l'esame in base alle esigenze specifiche del paziente e del contesto clinico, adattandosi a differenti distanze di osservazione (3, 4 o 5 metri) e a diverse capacità visive.
La gamma di ottotipi disponibili si suddivide principalmente in due categorie funzionali: i modelli luminosi e i modelli non luminosi. Gli ottotipi luminosi, dotati di illuminazione integrata a LED o alogena, garantiscono una visualizzazione nitida e uniforme dei caratteri indipendentemente dalle condizioni di illuminazione ambientale, risultando particolarmente idonei per studi con controllo di luce insufficiente. Questi dispositivi offrono inoltre il vantaggio di ridurre l'affaticamento oculare del paziente durante il test e migliorano significativamente la leggibilità dei caratteri più piccoli. Gli ottotipi non luminosi, più compatti ed economici, trovano applicazione in ambienti ben illuminati naturalmente e vengono frequentemente impiegati in contesti dove lo spazio è limitato o dove è richiesta una soluzione portatile per esami domiciliari.
Un'ulteriore distinzione riguarda i modelli pediatrici, appositamente concepiti per l'esame visivo dei bambini, che utilizzano grafici semplificati con simboli animali o LEA symbols anziché lettere dell'alfabeto, facilitando la cooperazione di pazienti in tenera età. I modelli standard si differenziano inoltre per il tipo di grafico optometrico: il modello Monoyer rappresenta lo standard europeo con progressione logaritmica regolare; il modello Armagnac offre una progressione alternativa; la versione a decimale mista combina le due progressioni su una medesima tavola. Ciascuna variante è disponibile in configurazioni diverse a seconda della distanza di lettura prescritta (tipicamente 3, 4 o 5 metri), fattore critico per la corretta valutazione dell'acuità visiva secondo i protocolli clinici internazionali.
La selezione dell'ottotipo più appropriato richiede una valutazione preliminare di molteplici fattori tecnici e organizzativi. Innanzitutto, occorre determinare se l'illuminazione integrata è necessaria nel contesto di utilizzo previsto: gli studi oculistici con sala visite ampia e controllata possono optare per modelli non luminosi meno costosi, mentre le strutture con illuminazione variabile o i laboratori con esigenze di standardizzazione assoluta beneficiano della scelta di dispositivi luminosi. La distanza di lettura disponibile nello spazio fisico del vostro studio è un altro elemento determinante: se disponete di soli 3 metri lineari, è inutile acquistare tavole calibrate per 5 metri. Allo stesso modo, la popolazione target assistita deve guidare la decisione: se il vostro studio si dedica prevalentemente alla visita oculistica pediatrica, l'investimento in ottotipi per bambini dotati di simboli animali rappresenta una scelta obbligata per ottenere la cooperazione del paziente e risultati affidabili.
Un aspetto spesso sottovalutato riguarda la compatibilità con le strumentazioni ausiliarie e gli standard diagnostici già in uso nel vostro laboratorio. Se il vostro studio utilizza metodi di misurazione computerizzati o sistemi di teleoptometria, verificate che l'ottotipo selezionato sia compatibile con questi sistemi. Errori comuni da evitare includono l'acquisto di dispositivi non certificati, che comprometterebbero l'affidabilità diagnostica, o la scelta di modelli con contrasto insufficiente, particolarmente critico nei pazienti anziani o affetti da patologie maculari. Valutate inoltre la durata della lampada illuminante nei modelli luminosi e la disponibilità di pezzi di ricambio presso il fornitore, elementi che impattano significativamente sul costo totale di proprietà del dispositivo nel lungo termine. Infine, considerate la possibilità di richiedere una consulenza preliminare al fornitore, che potrà guidarvi verso la soluzione più efficiente in relazione al vostro budget e alle specifiche esigenze cliniche.
Gli ottotipi utilizzati nel contesto diagnostico oculistico devono conformarsi a normative tecniche rigorose stabilite a livello internazionale, in particolare la norma ISO 8596 per la misura dell'acuità visiva da lontano con ottotipi e la norma ISO 8597 per gli ottotipi di visione da vicino. Queste norma disciplinano aspetti critici quali la geometria dei caratteri, il contrasto tra caratteri e sfondo, l'illuminazione e le distanze di lettura standardizzate. La conformità a questi standard è obbligatoria per garantire che i risultati della misurazione siano confrontabili con quelli ottenuti presso altri studi e a livello internazionale, un requisito inderogabile nella pratica clinica moderna. Inoltre, secondo la normativa italiana relativa ai dispositivi medici, gli ottotipi rientrano nella categoria di strumenti medicali e devono recepire le indicazioni della direttiva 93/42/CEE, ora superseduta dal Regolamento UE 2017/745 sui dispositivi medici.
Oltre alle prescrizioni tecniche, vi sono requisiti organizzativi ineludibili per l'impiego sicuro di questi dispositivi. Ogni struttura che utilizzi ottotipi per la diagnosi deve implementare un protocollo standardizzato di esame che definisca le distanze di lettura, la luminanza ambientale prescritta e il tempo di esposizione dei caratteri, elementi che variabilmente influenzano la misurazione dell'acuità visiva. La manutenzione periodica dei dispositivi luminosi, inclusa la pulizia dello schermo e la verifica dell'uniformità di illuminazione, rappresenta un obbligo gestionale che mantiene la validità diagnostica dello strumento nel tempo. Per le strutture ospedaliere e i centri di ricerca, l'utilizzo di ottotipi certificati è spesso esplicitamente richiesto dai protocolli di accreditamento o da specifiche disposizioni regionali, rendendo la scelta di dispositivi conformi un elemento non negoziabile della qualificazione clinica della struttura.
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Il modello Monoyer rappresenta lo standard europeo con progressione logaritmica regolare dei caratteri, mentre l'Armagnac utilizza una progressione diversa. Entrambi misurano l'acuità visiva secondo ISO 8596, ma la scelta dipende dalle preferenze cliniche e dai protocolli adottati nel vostro studio oculistico.
Gli ottotipi non luminosi richiedono un'illuminazione ambientale controllata di almeno 500 lux e uniforme. Non sono adatti a studi con scarsa illuminazione naturale o controllata. In questi casi, è indispensabile scegliere modelli luminosi con illuminazione integrata.
La distanza corretta dipende dal modello acquistato, comunemente 3, 4 o 5 metri. Questa distanza deve essere rigorosamente rispettata secondo ISO 8596. Lo spazio deve consentire al paziente di trovarsi perpendicolarmente alla tavola, senza ostacoli visivi intermediari.
Effettuare pulizia regolare dello schermo di visualizzazione, verificare l'uniformità dell'illuminazione mensilmente e sostituire la lampada secondo le istruzioni del costruttore, tipicamente ogni 2000-5000 ore di utilizzo. Un registro di manutenzione è consigliato per tracciare interventi e garantire la continuità diagnostica.
Gli ottotipi pediatrici utilizzano simboli semplici (LEA symbols, animali) anziché lettere, facilmente riconoscibili dai bambini senza necessità di alfabetizzazione. Questi modelli garantiscono maggiore cooperazione e risultati diagnostici più affidabili nei pazienti in età prescolare.
Tecnicamente sì, ma comporta rischi significativi: i risultati non sarebbero conformi agli standard internazionali, potrebbero non essere riconosciuti da altre strutture e la responsabilità professionale potrebbe essere compromessa. Si consiglia sempre di scegliere dispositivi con certificazione ISO esplicita.
I modelli luminosi certificati oscillano tipicamente tra 200 e 400 euro per dispositivi base fino a 600-800 euro per modelli professionali ad elevata precisione. I prezzi variano in base al costruttore, alla dimensione dello schermo e alle caratteristiche tecniche aggiuntive.
Sì, questo è anzi auspicabile per garantire comparabilità dei risultati. Tuttavia, è fondamentale mantenere il dispositivo in condizioni ottimali e rispettare i parametri di illuminazione e distanza. Si consiglia di tenere una documentazione degli esami per tracciare l'evoluzione nel tempo.