lun-ven 9-13 / 14.30-18.30
Raffrescatore evaporativo portatile per ambienti fino a 25 m². Dimensioni: L 50 x P 36,5 x H 97,5 cm.
Rinfrescatore d'aria portatile silenzioso con un serbatoio dell'acqua capiente. Dimensioni: L. 38,5 x P. 31,5 x H. 75 cm.
Raffrescatore evaporativo portatile per ambienti fino a 40 m². Dimensioni: L 68 x P 43,5 x h 105 cm.
Rinfrescatore d'aria dotato di un robusto telaio resistente agli UV. Portata d'aria: 4500 m³/h. Dimensioni: L. 68 x P. 42 x H. 105 cm.
Raffrescatore per capannoni con pannello evaporante su tre lati. Portata d'aria: 3800 m³/h.
Raffreddatore d'aria per capannoni a basso consumo energetico. Dimensioni: L. 84,2 x P. 53,2 x H. 144,8 cm.
Raffrescatore evaporativo portatile per ambienti fino a 50 m². Dimensioni: L 86 x P 49 x h 125 cm.
Raffrescatore evaporativo professionale con alette ad oscillazione continua. Portata d'aria: 8500 m³/h.
Climatizzatore evaporativo portatile, ecologico e a basso consumo, per spazi fino a 100 m². Dimensioni: 87 x 48 x 128,5 cm.
Climatizzatore evaporativo portatile, ecologico e ad alte prestazioni, per spazi fino a 100 m². Dimensioni: 93 x 58 x 135 cm.
Rinfrescatore d'aria con pannello evaporante su tre lati. Portata d'aria: 17000 m³/h. Dimensioni: L. 87 x P. 44 x H. 210 cm.
Raffrescatore industriale 18000 m³/h, serbatoio 120 L, 3 velocità. Dimensioni: L 113 x P 62 x H 163 cm.
Rinfrescatore d'aria dotato di serbatorio d'acqua con sterilizzazione UV. Dimensioni: L. 92,5 x P. 58 x H. 143 cm.
Raffrescatore evaporativo portatile per spazi fino a 200 m². Dimensioni: L 113 x P 72 x h 141 cm.
Raffrescatore per industrie con tre velocità. Portata d'aria: 23000 m³/h. Dimensioni: L. 113 x P. 62 x H. 164 cm.
Raffreddatore d'aria per capannoni munito di serbatoio d'acqua con sterilizzazione UV. Dimensioni: L. 112 x P. 69 x H. 172 cm.
I raffrescatori industriali rappresentano una soluzione termica fondamentale per la gestione del clima in spazi di lavoro ad alta volumetria, quali capannoni produttivi, magazzini logistici e stabilimenti manifatturieri. Questi sistemi operano attraverso il principio dell'evaporazione d'acqua, trasformando aria calda in aria fresca senza ricorrere a cicli frigoriferi tradizionali. La tecnologia evaporativa consente di raggiungere riduzioni termiche significative mantenendo consumi energetici sensibilmente inferiori rispetto ai condizionatori convenzionali, aspetto determinante per contesti industriali dove la continuità operativa e l'efficienza economica costituiscono priorità assolute.
L'adozione di raffrescatori industriali incide direttamente sulla salubrità dell'ambiente di lavoro, sulla produttività del personale e sulla preservazione di processi sensibili al controllo termico. La loro versatilità costruttiva permette applicazioni che spaziano da piccoli magazzini a vasti capannoni di produzione, con portate d'aria che variano da alcuni migliaia fino a oltre 20.000 metri cubi orari.
L'impiego di raffrescatori industriali in ambienti produttivi risponde a necessità concrete di gestione termica che vanno oltre il semplice comfort. In settori dove le temperature raggiungono picchi elevati durante i mesi caldi, la disponibilità di un sistema di raffreddamento efficiente diventa elemento critico per mantenere la continuità operativa. I raffrescatori evaporativi garantiscono un'immissione costante di aria fresca, migliorando la qualità dell'aria interna e riducendo l'accumulo di calore negli spazi di lavoro. Il principio di funzionamento basato sull'evaporazione naturale dell'acqua riduce drasticamente la dipendenza da energia elettrica, generando vantaggi economici tangibili sui costi di esercizio mensili e annuali.
Sul piano operativo, questi sistemi si rivelano particolarmente efficaci nelle situazioni dove gli ambienti presentano dimensioni considerevoli e una scarsa isolazione termica, circostanze frequenti nei capannoni industriali e negli spazi di stoccaggio. La capacità di questi dispositivi di movimentare grandi volumi d'aria garantisce una distribuzione omogenea del fresco, eliminando zone di ristagno e microclimi deteriori. Inoltre, i modelli dotati di serbatoi capienti e sistemi di riempimento automatico non richiedono interventi frequenti di manutenzione, permettendo al personale di concentrarsi sulle attività produttive senza distrazioni. Ambienti come industrie tessili, aziende alimentari, officine meccaniche e strutture logistiche traggono benefici significativi da questa tecnologia consolidata e affidabile.
La gamma di raffrescatori industriali si diversifica principalmente in due categorie funzionali: i modelli portatili e i sistemi stazionari di maggiore capacità. I raffrescatori portatili rappresentano la soluzione versatile per aziende che necessitano di flessibilità negli spazi di raffreddamento, grazie alle ruote integrate che facilitano gli spostamenti tra diverse aree del capannone o del magazzino. Questi modelli, con portate d'aria generalmente comprese tra 3.000 e 5.000 metri cubi orari, risultano ideali per ambienti di medie dimensioni o per situazioni dove il sistema di raffreddamento deve adattarsi a configurazioni mutevoli. I serbatoi dell'acqua integrati variano da 25 a 120 litri, bilanciando autonomia operativa e compattezza strutturale.
I raffrescatori stazionari di grande capacità, configurati specificamente per capannoni industriali estesi, offrono portate d'aria superiori ai 15.000 metri cubi orari, con pannelli evaporanti multi-lato che garantiscono coperture termiche su superfici ampie. Questi sistemi presentano velocità di ventilazione regolabili, solitamente su tre o più livelli, per adattare il consumo energetico alle condizioni climatiche effettive della giornata. Alcuni modelli includono tecnologie supplementari come la sterilizzazione UV dell'acqua del serbatoio, che previene la proliferazione batterica e garantisce l'igiene dell'aria immessa. La struttura telaistico è realizzata in materiali resistenti alla corrosione e ai raggi ultravioletti, caratteristiche essenziali per garantire durabilità in ambienti outdoor o semi-outdoor dove i raffrescatori possono rimanere esposti agli agenti atmosferici per lunghi periodi.
La selezione di un raffrescatore industriale richiede valutazione attenta di parametri tecnici interconnessi, a partire dal volume cubico dell'ambiente da climatizzare. Una regola empirica consolidata prevede di considerare una portata d'aria di almeno 10-15 metri cubi al minuto per ogni metro quadrato di superficie, fattore che varia in funzione dell'isolamento termico dell'edificio e delle sorgenti di calore interne. Un capannone non isolato con macchinari generanti calore intenso necessiterà portate superiori rispetto a uno spazio con migliore coibentazione e carichi termici minori. È essenziale valutare anche il numero di ricambi d'aria desiderato per ora: 3-5 ricambi rappresentano il parametro standard per ambienti produttivi, mentre zone con esigenze critiche possono richiedere fino a 8-10 ricambi.
Un secondo aspetto riguarda la praticità d'utilizzo nel contesto specifico: ambienti dove lo spazio è limitato o dove le necessità di raffreddamento variano tra diverse zone beneficiano di sistemi portatili multidirezionali, mentre capannoni mono-uso di grandi dimensioni traggono vantaggi dalla concentrazione su sistemi stazionari ad alta capacità. La disponibilità di alimentazione idrica diretta influenza la scelta tra modelli con serbatoio manuale e quelli con collegamento ad innesto continuo. Occorre inoltre considerare l'inquadramento climatico della zona geografica: regioni con umidità relativa elevata riducono l'efficienza della tecnologia evaporativa, rendendo necessaria una valutazione preliminare delle curve di prestazione fornite dai produttori. Infine, il budget operativo annuale deve includere non soltanto l'acquisto iniziale, ma anche manutenzione, pulizia dei pannelli evaporanti e ricambio dell'acqua del serbatoio, fattori che contribuiscono alla sostenibilità economica della soluzione nel tempo.
I raffrescatori industriali devono conformarsi a una serie di normative tecniche e di sicurezza che garantiscono il funzionamento affidabile e la protezione dei lavoratori. In ambito europeo, la direttiva 2014/30/UE stabilisce i requisiti di compatibilità elettromagnetica per apparecchiature elettriche, standard che tutti i raffrescatori dotati di motori e pannelli di controllo elettronico devono rispettare. La direttiva macchine 2006/42/CE classifica molti raffrescatori industriali come macchine, richiedendo quindi la redazione di documentazione tecnica completa, dichiarazione di conformità CE e, in determinati casi, sottoposizione a procedure di certificazione esterna. Inoltre, la normativa sulla sicurezza dei luoghi di lavoro (D.Lgs. 81/2008) obbliga i datori di lavoro a garantire un'adeguata circolazione di aria negli ambienti confinati, rendendo l'installazione di raffrescatori non solo consigliabile ma talvolta vincolante dal punto di vista legale.
Sul versante idrico, gli impianti che prevedono il riempimento automatico del serbatoio attraverso collegamento alla rete idrica devono rispettare la normativa sulla qualità dell'acqua e prevedere sistemi di filtrazione o sterilizzazione per evitare contaminazioni biologiche. La norma ISO 3822 fornisce metodologie di misurazione della pressione sonora per apparecchiature ventilanti, aspetto rilevante poiché i raffrescatori industriali generano rumore che, in condizioni di velocità massima, può superare i 75-80 dB. Verificare il rispetto dei limiti acustici previsti dalle normative locali costituisce elemento fondamentale nella fase progettuale. Per installazioni in zone con clima molto umido o in ambiti critici dal punto di vista igienico-sanitario, come strutture alimentari, è consigliabile richiedere certificazioni supplementari riguardanti la resistenza microbica dei materiali a contatto con l'aria e l'acqua, garantendo il massimo standard di conformità anche in contesti dove i requisiti superano quelli strettamente obbligatori.
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Il raffrescatore evaporativo utilizza l'evaporazione naturale dell'acqua per abbassare la temperatura, consumando fino al 75% di energia in meno rispetto ai condizionatori. I condizionatori tradizionali ricorrono a cicli frigoriferi che richiedono compressori potenti. I raffrescatori sono ideali per ambienti secchi e non isolati, mentre i condizionatori mantengono meglio il controllo termico in condizioni di umidità elevata.
Per un capannone standard non isolato, si consiglia una portata minima di 5.000-7.500 m³/h, equivalente a 10-15 m³/min per metro quadrato. Se il capannone ospita macchinari che generano calore intenso, aumenta a 8.000-10.000 m³/h. La valutazione precisa dipende da isolamento, sorgenti termiche e velocità di ricambio d'aria desiderata (3-5 ricambi/ora per uso generico).
La sterilizzazione UV utilizza radiazioni ultraviolette per distruggere batteri, alghe e microrganismi presenti nell'acqua del serbatoio, prevenendo la proliferazione biologica e odori indesiderati. Il sistema è integrato nel serbatoio ed attivato automaticamente durante il funzionamento, mantenendo l'acqua igienicamente sicura per lunghi periodi di operatività continua.
Sì, i raffrescatori portatili di capacità ridotta (3.000-5.000 m³/h) consumano 0,5-1,5 kWh, mentre i sistemi stazionari ad alta capacità (15.000-23.000 m³/h) assorbono 2-4 kWh. Tuttavia, il consumo specifico per metro cubo di aria movimentata rimane simile; la differenza totale riflette il volume di spazio coperto. La scelta dipende dalla dimensione effettiva dell'ambiente da climatizzare.
Un serbatoio da 25-30 litri consente 4-6 ore di operatività in condizioni di bassa umidità. Per turni completi di 8 ore o ambienti particolarmente secchi, sono consigliabili serbatoi da 80-120 litri. L'alternativa è il collegamento continuo alla rete idrica, che garantisce autonomia illimitata a patto che l'impianto idrico della struttura supporti portate adeguate.
Sì, è necessaria pulizia mensile dei pannelli evaporanti per evitare ostruzioni e calcificazioni, specialmente in zone con acqua dura. Il filtro dell'aria deve essere controllato settimanalmente e il serbatoio svuotato e pulito al termine della stagione estiva. La sterilizzazione UV riduce gli interventi, ma non li elimina completamente. Una manutenzione attenta prolunga la vita dell'apparecchio di 2-3 anni.
Per un magazzino esteso e non isolato, sono necessari sistemi a portata elevata: modelli con 15.000-20.000 m³/h risultano appropriati. I raffrescatori con pannelli evaporanti su tre lati garantiscono distribuzione uniforme. Se il budget lo consente, due unità da 10.000 m³/h posizionate strategicamente offrono maggiore flessibilità e ridondanza operativa.
I raffrescatori evaporativi perdono efficienza in zone con umidità relativa superiore al 60-70%, tipiche di ambienti costieri o meridionali molto umidi. In tali contesti, la riduzione termica scende significativamente. Zone continentali con estate secca (umidità 30-50%) rappresentano l'ambiente ideale dove questi sistemi raggiungono prestazioni massime e consumi minimi.