lun-ven 9-13 / 14.30-18.30
Lavabo da laboratorio in polipropilene bianco con bordo perimetrale e base in melamina a un’anta. Dimensioni: L. 600 x P. 750 x h. 900 mm. Vasca: L. 400 x P. 400 x h. 250 mm.
Lavello da laboratorio in polipropilene bianco con vasca, scolapiatti, bordo perimetrale e base in melamina a 2 ante. Dim.: L.1200 x P.750 x h.900 mm. Vasca: L. 400 x P. 400 x h. 250 mm.
Lavello in polipropilene bianco con vasca, scolapiatti e bordo perimetrale. Mobile di base in melamina a 2 ante. Dim.: L.900 x P.750 x h.900 mm. Vasca: L. 400 x P. 400 x h. 250 mm.
Lavello da laboratorio in gres tecnico bianco, con vasca e bordo perimetrale anti-rovesciamento. Base in melamina con 1 anta. Dimensioni tot: L. 600 x P. 750 x h. 900 mm.
Lavello in gres tecnico bianco con vasca 392x392x250 mm, scolpiatti e bordo perimetrale. Base in melamina con 2 ante. Dimensioni tot: L. 900 x P. 750 x h. 900 mm.
Lavandino da laboratorio in gres tecnico bianco L. 1200 x P. 750 x h. 900 mm con vasca L. 392 x P. 392 x h. 250 mm. Scolapiatti e bordo perimetrale. Base in melamina a 2 ante.
Lavandino per laboratori in gres tecnico bianco L. 1500 x P. 750 x h. 900 mm con vasca 392x392x250 mm. 2 sgocciolatoi e bordo perimetrale. Base in melamina a 2 ante.
I lavabi da laboratorio rappresentano componenti essenziali negli spazi dedicati alla ricerca, all'analisi chimica, alle prove biologiche e alle attività sanitarie. Questi elementi d'arredo combinano requisiti tecnici rigorosi con la necessità pratica di gestire liquidi, sostanze chimiche e processi di sanificazione intensiva. La scelta corretta di un lavabo da laboratorio influisce direttamente sulla qualità operativa dell'ambiente, sulla sicurezza degli operatori e sulla conformità alle normative vigenti per i locali tecnici e medicali.
Un lavabo da laboratorio efficiente deve fronteggiare molteplici sfide: resistenza chimica ai reagenti, facilità di decontaminazione, stabilità strutturale sotto carichi frequenti e integrazione funzionale con i piani di lavoro circostanti. Le soluzioni proposte nel catalogo rispondono a necessità diverse, da laboratori didattici a strutture ospedaliere, da ambienti di ricerca a settori farmaceutici e industriali.
I lavabi da laboratorio svolgono una funzione critica in qualsiasi ambiente tecnico-scientifico. Garantiscono l'igiene del personale e degli strumenti, riducono i rischi di contaminazione crociata e facilitano la gestione corretta dei rifiuti liquidi. La scelta di un modello appropriato incide sulla produttività quotidiana e sulla prevenzione di incidenti, in particolare quando si opera con solventi, acidi, basi o altri reagenti che richiedono uno scarico controllato e una struttura resistente alla corrosione. Laboratori chimici, impianti di analisi cliniche, scuole di ricerca e reparti ospedalieri trovano nei lavabi tecnici un elemento imprescindibile per garantire standard igienici elevati e operatività continuativa.
Oltre alla funzione primaria di lavaggio, i lavabi da laboratorio moderni integrano accessori che ottimizzano i flussi operativi: gocciolatoi laterali per lo scolo rapido, rubinetteria ergonomica, superfici piane adatte al posizionamento di recipienti e attrezzature. In ambienti dove spazio e ordine sono fattori limitanti, un lavabo ben progettato riduce i tempi di pulizia, consente il multitasking e favorisce l'organizzazione logica della postazione di lavoro. La resistenza ai materiali chimici e la facilità di sanificazione rappresentano vantaggi diretti che si traducono in minori interventi di manutenzione straordinaria e maggiore longevità dell'investimento.
Il catalogo di lavabi da laboratorio include soluzioni realizzate in materiali diversi, ciascuno scelto in funzione del contesto operativo e dei fattori ambientali. I modelli in polipropilene offrono un equilibrio tra leggerezza, resistenza chimica e sostenibilità economica, adatti a laboratori scolastici o ambienti con esposizione moderata ad agenti chimici. I lavabi in gres tecnico e acciaio inox AISI 304 rappresentano la scelta per applicazioni più critiche, dove la durabilità e la resistenza alla corrosione sono non negoziabili. Il gres tecnico, in particolare, garantisce una superficie non porosa che impedisce l'assorbimento di contaminanti, mentre l'inox offre prestazioni superiori in ambienti sterili e ad alta frequenza di sanificazione. Le configurazioni disponibili spaziano dalla vasca singola a quella doppia, con profondità e larghezze variabili per adattarsi a ogni spazio disponibile e a ogni workflow operativo specifico.
La base strutturale può essere realizzata in melamina con ante di chiusura, in acciaio o in soluzioni a giorno, permettendo una gestione differenziata dello spazio sottovascale. Alcuni modelli includono scolapiatti integrati e sgocciolatoi multipli, particolarmente utili in laboratori dove la velocità di drenaggio è critica. Le dimensioni variano da configurazioni compatte di 600 mm di lunghezza fino a soluzioni estese di 1500 mm, permettendo di coprire praticamente qualsiasi esigenza di metratura e volume operativo. È importante notare che le dimensioni della vasca stessa (tipicamente 390-400 mm di lunghezza e profondità, con 250 mm di altezza) rimangono coerenti nei diversi modelli, assicurando compatibilità con utensili e attrezzature standard di laboratorio.
La selezione di un lavabo da laboratorio deve iniziare dall'analisi dei fattori ambientali specifici: quali sostanze chimiche entrano in contatto con il lavabo, quale è la frequenza di utilizzo giornaliera, quale lo spazio disponibile. Se l'ambiente lavora regolarmente con solventi organici, acidi forti o basi concentrate, i materiali resistenti come gres tecnico o inox sono obbligatori; viceversa, per laboratori didattici o biologie generali, il polipropilene può risultare sufficiente. Un secondo criterio decisionale riguarda il layout della postazione: se il lavabo deve integrarsi in un banco di lavoro esistente, occorre verificare la compatibilità dimensionale e la posizione del collegamento idraulico. Se invece è una installazione ex novo, è possibile scegliere configurazioni più ampie per facilitare il workflow. Un terzo fattore riguarda il carico operativo: ambienti ad alto volume di utilizzo richiedono vasche profonde e scolapiatti ampi, mentre laboratori a basso flusso possono accontentarsi di modelli più contenuti.
Un errore comune consiste nel sottovalutare l'importanza della regolazione del drenaggio: una vasca senza scarico rapido o con sifoni non adeguati genera ristagni che accelerano la formazione di biofilm e contaminazioni secondarie. Allo stesso modo, la scelta di una base strutturale inadeguata (ad esempio melamina in ambienti umidi prolungati) comporta deterioramento e necessità di sostituzione. Prima di acquistare, verificare anche la disponibilità di ricambi standard (griglie scolapiatti, sifoni, rubinetti) presso il fornitore: questa facilita la manutenzione ordinaria senza ricorrere a soluzioni custom costose. Infine, consultare sempre il responsabile della sicurezza del laboratorio e il referente tecnico per allinearsi con i protocolli interni di sanificazione e decontaminazione, che possono richiedere caratteristiche costruttive specifiche.
I lavabi da laboratorio devono rispondere a normative specifiche in base al settore di applicazione. Per laboratori che operano in ambito ospedaliero o medicale, la norma UNI EN ISO 14971 regola la gestione del rischio nei dispositivi medici, mentre per gli aspetti costruttivi si fa riferimento alla EN 13732 per quanto riguarda i lavamani. Negli ambienti di ricerca e industria chimica, la conformità deve essere valutata rispetto alle norme sulla prevenzione degli infortuni (UNI INAIL) e alle disposizioni specifiche per strutture con movimentazione di sostanze pericolose. Tutti i materiali in contatto diretto con l'operatore o con il flusso idrico devono essere atossici e idonei al contatto alimentare quando previsto, con certificazioni rilasciate da enti di controllo riconosciuti. La struttura deve inoltre garantire stabilità statica, determinata sia dalle dimensioni della base che dal peso massimo distribuibile sulla vasca.
Un aspetto normativo spesso trascurato riguarda l'evacuazione dei rifiuti liquidi: a seconda della natura delle sostanze utilizzate (solventi, acidi, metalli pesanti), il sistema di scarico deve prevedere accumulo temporaneo, neutralizzazione preliminare o raccolta differenziata prima dello smaltimento. Per questa ragione, la scelta del sifone e del collegamento alla rete fognaria deve avvenire in coordinamento con l'ufficio gestione ambientale dell'ente. Inoltre, in ambienti dove è richiesta la tracciabilità degli scarichi (laboratori forensi, farmaceutici, ospedali), il lavabo deve poter essere provvisto di dispositivi di monitoraggio. La documentazione tecnica del prodotto deve includere schede di sicurezza relative ai materiali, istruzioni di installazione, manutenzione ordinaria e periodicità consigliata degli interventi di pulizia approfondita e disinfestazione.
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L'acciaio inox AISI 304 e il gres tecnico rappresentano le soluzioni più durature contro acidi, basi e solventi organici. Il polipropilene resiste bene a molti reagenti comuni, ma ha limiti con solventi alifatici concentrati. La scelta dipende dal profilo chimico specifico del tuo laboratorio.
La profondità standard di 250 mm è indicata per la maggior parte delle applicazioni perché consente il lavaggio di piccoli strumenti e recipienti senza schizzi eccessivi. Laboratori con volumi operativi superiori potrebbero beneficiare di vasche personalizzate leggermente più profonde, fino a 280-300 mm.
La lunghezza dipende dallo spazio disponibile e dal numero di operatori che condividono la postazione. Configurazioni da 600 mm sono adatte a postazioni singole; modelli di 900-1200 mm permettono due utenti contemporanei; soluzioni da 1500 mm sono ideali per laboratori ad alto flusso di utilizzo.
Un lavabo singolo occupa meno spazio e riduce i costi di installazione, perfetto per laboratori compatti. Un modello doppio consente operazioni parallele (ad esempio lavaggio in una vasca e risciacquo nell'altra) e accelera i processi in ambienti ad alto volume di utilizzo, anche se richiede più metratura.
Il sistema di scarico standard utilizza sifoni ad U per evitare reflussi e odori; i liquidi confluiscono nella rete fognaria generale. In laboratori che operano con sostanze pericolose, occorre prevedere accumulo temporaneo in vasche di neutralizzazione oppure raccolta in contenitori per smaltimento specializzato, sempre in coordinamento con i responsabili della sicurezza.
L'installazione richiede competenze idrauliche di base per il collegamento dell'acqua e dello scarico, nonché verifiche di livellamento della struttura. È consigliabile affidare l'opera a un tecnico per garantire conformità normativa, corretta sigillatura e assenza di perdite, soprattutto in ambienti controllati come ospedali o laboratori certificati.
Una pulizia quotidiana di routine richiede 10-15 minuti per risciacquo e asciugatura. Sanificazioni approfondite con disinfettanti specifici vanno eseguite secondo il protocollo interno del laboratorio, tipicamente una volta a settimana, impiegando 30-45 minuti a seconda delle sostanze impiegate e della complessità della struttura.