lun-ven 9-13 / 14.30-18.30
Estintori a polvere specifici per assicurare un adeguato soffocamento delle fiamme e inibire la produzione di biossido di carbonio.
Estintori a polvere, predisposti per lo spegnimento di fuochi di tutte le classi tranne quelli di classe F.
Estintore carrellato a schiuma da 25 lt. Dimensioni: Ø 430 x h. 930 mm. Classi di fuoco: A IV BC.
Estintore carrellato da 25 Litri in inox AISI 304 verniciatura colore Rosso Ral 3000.
Estintore carrellato 50 lt a schiuma Lith-M 2 per batterie al litio. Involucro in acciaio inox AISI 304.
Gli estintori antincendio rappresentano un elemento essenziale della sicurezza passiva in qualsiasi ambiente, dal settore alberghiero ai luoghi di lavoro, dagli spazi pubblici alle strutture industriali. Si tratta di dispositivi portatili progettati per intervenire tempestivamente nelle fasi iniziali di un incendio, limitando i danni e proteggendo vite umane e beni materiali. La scelta del tipo corretto di estintore dipende dalle specifiche classi di fuoco presenti nell'ambiente e dalle caratteristiche costruttive dello spazio in cui deve essere installato.
Ogni estintore è classificato secondo standard internazionali che garantiscono prestazioni verificate e affidabili nel tempo. La normativa di riferimento principale è la UNI EN 3, che definisce i criteri di costruzione, collaudo e manutenzione di questi dispositivi. Un'adeguata dotazione di estintori, abbinata a una corretta formazione degli utenti, consente di ridurre significativamente i rischi legati agli incendi ed è spesso un obbligo normativo non derogabile per legge.
L'installazione di estintori appropriati all'interno di strutture ricettive, commerciali e industriali offre benefici immediati e misurabili in termini di sicurezza operativa. Un estintore posizionato strategicamente permette al personale di intervenire rapidamente in caso di scoppio di un incendio prima che le fiamme si propaghino, riducendo i tempi di evacuazione e minimizzando l'entità dei danni materiali. Questo aspetto è particolarmente critico in ambienti con elevata densità di persone, come alberghi, ristoranti, centri commerciali e uffici, dove i rischi di origine accidentale sono significativi. L'accesso immediato a un mezzo di spegnimento certificato rappresenta spesso la differenza tra un incidente controllato e una situazione catastrofica. Inoltre, il possesso e la corretta manutenzione di estintori idonei assolve a obblighi normativi previsti dal D.Lgs. 81/2008 e da regolamenti specifici del Codice della Prevenzione Incendi, verificati periodicamente dagli organi competenti durante i controlli di conformità.
Dal punto di vista operativo, gli estintori moderni sono stati sviluppati per garantire semplicità di utilizzo anche da parte di personale non specializzato, con sistemi di azionamento intuitivi e segnaletica standardizzata che facilita l'identificazione rapida del dispositivo più appropriato per la classe di fuoco in questione. La manutenzione periodica, affidata a tecnici specializzati, assicura che la carica interna rimanga sempre efficace e che tutti i componenti meccanici funzionino correttamente. Questa affidabilità nel tempo è fondamentale perché l'estintore deve essere operativo nel momento in cui se ne presenta la necessità, spesso in situazioni di emergenza dove non è possibile ricorrere a controlli preventivi.
La gamma di estintori disponibili sul mercato si articola principalmente in base al mezzo estinguente utilizzato, ciascuno dotato di specifiche proprietà fisiche e chimiche che lo rendono efficace su determinate classi di fuoco. Gli estintori a polvere ABC rappresentano la soluzione più versatile e diffusa, idonei per spegnere incendi di materiali solidi (classe A), liquidi infiammabili (classe B) e gas (classe C). La polvere funziona attraverso un meccanismo di interruzione della reazione a catena della combustione, creando una barriera tra il combustibile e l'ossigeno; questi dispositivi sono particolarmente indicati per ambienti eterogenei dove potrebbero verificarsi incendi di varia natura. Gli estintori a schiuma, invece, sono specificamente concepiti per combattere fuochi di classe A e B, agendo simultaneamente per raffreddamento e soffocamento; la schiuma forma una cappa che impedisce ai vapori infiammabili di raggiungere la zona di combustione e risulta particolarmente efficace nei depositi di materiali combustibili e nei parcheggi.
Gli estintori a CO? (anidride carbonica) sono la scelta obbligata per ambienti dove è critico evitare residui sulla superficie, come laboratori informatici, sale server, centri di elaborazione dati e aree dove sono presenti apparecchiature sensibili. L'estinguente agisce per soffocamento tramite sottrazione dell'ossigeno e contemporaneamente raffredda il combustibile; la CO? si disperde rapidamente nell'atmosfera senza lasciare tracce. Gli estintori ad acqua, sebbene meno versatili rispetto ai precedenti, mantengono un ruolo importante nelle strutture dove predominano fuochi di classe A, come edifici storici, musei e strutture ricettive tradizionali. Ciascuna tipologia è disponibile in diverse capacità, che vanno dai 1-2 kg per dispositivi portatili di piccolo formato, fino ai 12-13 kg per unità destinate a proteggere volumi più ampi, e inoltre in versioni a pressurizzazione manuale o con bomboletta di gas ausiliario integrata.
La selezione dell'estintore idoneo richiede prima di tutto un'analisi accurata dei rischi incendio presenti nell'ambiente e della corrispondente classificazione in termini di classe di fuoco. La classe A riguarda i materiali solidi infiammabili come carta, legno, tessuti; la classe B i liquidi infiammabili; la classe C i gas; la classe D i metalli combustibili; la classe E i fuochi che interessano apparecchiature elettriche. La maggior parte degli spazi aziendali e civili rientra nella combinazione A-B-C, ragione per cui gli estintori a polvere ABC sono i più utilizzati come protezione generale. Tuttavia, ambienti specifici come cucine con friggitori richiedono estintori per classe F (oli e grassi alimentari), mentre aree con server richiedono CO? per evitare danni all'elettronica. Un secondo fattore decisivo è la capacità nominale, espressa in chilogrammi o litri: questa deve essere dimensionata sulla base della superficie da proteggere e della densità di carico di incendio. Uno spazio di 200 metri quadri in un ufficio richiede una dotazione diversa da un magazzino di egual metratura con merci altamente infiammabili.
La normativa italiana ed europea prescrive che gli estintori siano omologati secondo la UNI EN 3, requisito che garantisce superamento di prove di funzionamento standardizzate e conformità costruttiva. Quando si seleziona un prodotto, è fondamentale verificare la presenza di marcature di certificazione quali il marchio CE, le sigle EN 3 e, ove applicabile, l'omologazione MED (per impianti navali) o RINA (enti notificati). Un errore frequente consiste nel sottovalutare l'importanza della temperatura di esercizio: alcuni estintori operano efficacemente solo entro intervalli specifici (ad esempio da -10°C a +60°C), limite che diventa critico in magazzini non riscaldati o in ambienti esposti a condizioni climatiche estreme. Infine, è consigliabile consultare le normative di prevenzione incendi specifiche per il settore di attività, in quanto talune categorie di aziende (ospedali, hotel, scuole, industrie a rischio) hanno obblighi più stringenti sia in termini di quantità di estintori che di distribuzione spaziale all'interno dei locali.
La regolamentazione degli estintori antincendio in Italia è strutturata su più livelli normativi, dai quali derivano obblighi non facoltativi per la quasi totalità degli ambienti di lavoro e pubblici. Lo standard internazionale di riferimento è la UNI EN 3-7, che stabilisce i criteri costruttivi, le prestazioni minime, le procedure di collaudo e i sistemi di marcatura per gli estintori portatili. Questa norma è stata recepita nell'ordinamento italiano e rappresenta il prerequisito per la commercializzazione legale di qualsiasi dispositivo. Il D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico sulla Sicurezza) obbliga i datori di lavoro a dotare i luoghi di lavoro di estintori in numero e capacità adeguati ai rischi specifici, affidando la responsabilità della valutazione al documento di valutazione dei rischi. Inoltre, il Codice della Prevenzione Incendi (DM 3 agosto 2015) fornisce criteri tecnici dettagliati per la protezione antincendio attiva e passiva, specificando quantità minime di estintori per metro quadro secondo il tipo di attività.
La manutenzione periodica degli estintori è regolata dalla norma UNI 9994, che prescrive controlli a cadenza annuale affidati a tecnici certificati iscritti a organismi notificati. Durante questi controlli vengono verificati l'integrità della bombola, il peso della carica interna, la pressione di esercizio, i sigilli di sicurezza e il corretto funzionamento di tutti i componenti meccanici. La scadenza di revisionabilità è solitamente fissata a 5 anni, dopodiché l'estintore deve essere ricondizionato presso centri specializzati oppure dismesso secondo le modalità previste per i rifiuti pericolosi. Conformemente alle direttive europee, tutti gli estintori immessi sul mercato europeo devono recare il marchio CE di conformità. Per talune applicazioni specifiche, come le installazioni su navi mercantili, è richiesta l'omologazione MED (Marine Equipment Directive), mentre per ambienti critici come ospedali e strutture pubbliche ad alta densità, la direttiva tecnica può prevedere l'omologazione RINA o equivalente di enti notificati. Il mancato rispetto di questi requisiti comporta sanzioni amministrative e penali, oltre all'esclusione da gare d'appalto pubbliche.
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L'estintore a polvere ABC agisce interrompendo la reazione a catena della combustione ed è adatto a incendi di materiali solidi, liquidi e gas. La CO? estingue per soffocamento senza lasciare residui, ideale per apparecchiature elettroniche e sale server. La polvere è più versatile, la CO? è scelta obbligata dove non si tollerano tracce estinguenti.
Gli estintori richiedono un controllo annuale affidato a tecnici certificati, secondo la norma UNI 9994. Ogni 5 anni è necessaria una revisione completa con verifica della pressione interna e condizioni della bombola. Dopo 10-15 anni, a seconda del tipo, l'estintore deve essere ricondizionato o dismesso.
La scelta dipende dalle classi di fuoco presenti (A per solidi, B per liquidi, C per gas). Per un negozio generico, un estintore ABC da 2-6 kg è sufficiente. Se la metratura supera i 300 m², servono più unità distribuite uniformemente. Consulta il documento di valutazione dei rischi o richiedi consulenza a un tecnico specializzato.
Gli estintori portatili variano dai 18-30 euro per modelli compatti da 1-2 kg fino a 85-95 euro per unità da 6 kg. Gli estintori a CO? sono generalmente più costosi. I prezzi possono ridursi significativamente per ordini in quantità o confezioni multiple.
No. Un estintore non revisionato o oltre la scadenza di manutenzione non garantisce l'efficacia della carica interna e viola gli obblighi normativi. La mancata revisione annuale comporta sanzioni e esclusione da controlli di conformità. Contatta un centro autorizzato per la manutenzione.
Sì, ma con cautela. La polvere ABC è conduttiva in misura ridotta e può essere utilizzata su apparecchiature elettriche a distanza di sicurezza. Per ambienti ad alta densità elettronica (server, centralini), è preferibile la CO?, che non conduce corrente e non danneggia i componenti sensibili.
Sì. Secondo il Codice della Prevenzione Incendi, gli estintori vanno ubicati lungo le vie di fuga, a non più di 7 metri a piedi da qualsiasi punto dell'area protetta, in posizioni ben segnalate e facilmente accessibili. Deve essere garantito lo spazio sufficiente per estrarrlo e utilizzarlo rapidamente.
La maggior parte degli estintori standard opera tra -10°C e +60°C. Tuttavia, alcuni modelli professionali resistono fino a -30°C e +70°C. Prima dell'acquisto, verifica l'intervallo di temperatura se l'ambiente è esposto a condizioni climatiche estreme o non climatizzato.