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Chiusino in ghisa sferoidale. Luce netta: 600 x 600 mm. Classe di carrabilità: B125. Dimensioni esterne: 700 x 700 mm.
Chiusino in ghisa sferoidale B125, esterno 700x700 mm. Telaio con sede a "U" antiodore, aletta perimetrale rinforzata e superficie antisdrucciolo.
Chiusino in ghisa con telaio quadrato e coperchio tondo. Dimensioni: 70 x 70 cm.
Chiusino a riempimento H 90 mm in ghisa sferoidale GJS-500-7. Classe: C250. Dimensioni esterne: 700 x 700 mm.
Chiusino stradale di riempimento. Dimensioni: 70 x 70 cm. Profondità interna: 75 mm.
I chiusini stradali rappresentano componenti essenziali dell'infrastruttura urbana moderna, fungendo da accesso controllato ai sistemi sotterranei di fognatura, acqua potabile, gas, energia elettrica e telecomunicazioni. Realizzati principalmente in ghisa sferoidale, cemento armato e plastica tecnica, questi elementi garantiscono la sigillatura ermetica delle reti interrate mantenendo nel contempo la sicurezza del traffico pedonale e veicolare. La scelta del materiale e della classe di carrabilità dipende direttamente dal contesto di installazione, dalla tipologia di infrastruttura sottostante e dalle specifiche normative locali e nazionali che disciplinano gli spazi pubblici.
Un chiusino stradale funzionante non è soltanto una soluzione di copertura, ma un elemento che contribuisce all'ordine paesaggistico urbano e alla prevenzione di infortuni. La varietà dimensionale, dalle forme quadrate ai modelli circolari, e la diversificazione delle classi di resistenza (B125, C250, D400) permettono di adattare il prodotto a qualsiasi scenario: dalle zone pedonali ai viali ad alta concentrazione di traffico pesante. La manutenzione periodica e la scelta di componenti certificati secondo le norme EN 124 riducono significativamente i rischi di cedimento e limitano i costi di intervento nel tempo.
I chiusini stradali in ghisa sferoidale offrono una resistenza meccanica superiore rispetto ad altre soluzioni, con una durata media di 50-60 anni in condizioni normali di esercizio. La struttura in ghisa GJS-500-7 garantisce elasticità e robustezza simultanee, prevenendo le fratture fragili tipiche della ghisa tradizionale e riducendo il rischio di cedimenti improvvisi sotto carichi eccezionali. La capacità di carico varia significativamente in base alla classe di appartenenza: un chiusino classe B125 supporta fino a 125 kN di pressione, sufficienti per aree pedonali e zone residenziali, mentre modelli classe C250 e D400 si adattano a strade provinciali, autostrade e aree ad altissimo traffico. La chiusura ermetica antiodore, implementata attraverso sistemi di tenuta a "U" e guarnizioni elastiche, contribuisce al comfort urbano e alla riduzione di emissioni nocive verso la superficie stradale.
La praticità operativa rappresenta un altro vantaggio cruciale: la presenza di asole di sollevamento facilita l'accesso per le operazioni di manutenzione, riducendo i tempi di intervento e i costi di manodopera. I modelli con sistema di chiusura a scatto automatico eliminano il rischio di abbassamenti accidentali durante le fasi di apertura, proteggendo gli operatori. La superficie antisdrucciolo, caratteristica di prodotti moderni, migliora la sicurezza in condizioni meteorologiche avverse e nelle zone ad alto traffico pedonale. La vasta gamma dimensionale disponibile, dalle piccole aperture rettangolari (310x400 mm) fino ai grandi formati quadrati (700x700 mm), consente di adattarsi a qualsiasi esigenza progettuale senza compromessi costruttivi, mantenendo standard qualitativi uniformi indipendentemente dalle dimensioni scelte.
La gamma dei chiusini stradali si differenzia primariamente per materiale di costruzione, geometria e capacità di carico. I modelli in ghisa sferoidale dominano il mercato per affidabilità e prestazioni meccaniche: rappresentano la soluzione ideale in contesti dove la durabilità e la resistenza al traffico sono prioritarie. I chiusini quadrati (nelle dimensioni 200x200, 300x300, 400x400, 500x500, 600x600 e 700x700 mm) si adattano perfettamente a pozzetti quadrati e facilitano l'installazione in griglia ortogonale tipica dei centri urbani. I modelli circolari (frequentemente Ø210, Ø240, Ø500 mm) sono invece preferiti in zone dove lo spazio è limitato o dove la configurazione impiantistica prevede pozzetti di forma cilindrica. I chiusini rettangolari (ad esempio 600x800 mm) trovano applicazione specifica negli accessi a sistemi di fognatura estesa o ai cunicoli tecnologici dove è necessaria una luce netta generosa.
Le varianti funzionali arricchiscono ulteriormente l'offerta: chiusini specializzati per idranti sotterranei integrano viti di bloccaggio laterale per impedire aperture involontarie; modelli a riempimento con profondità interna maggiore (75 mm circa) permettono il passaggio di tubi di piccolo diametro mantenendo la sigillatura; chiusini per saracinesche includono catene di sicurezza e asole rinforzate per sollevamenti frequenti. La classificazione per classe di carrabilità (B125, C250, D400) riflette specifici utilizzi: B125 per parcheggi, zone pedonali e strade urbane a basso traffico; C250 per strade provinciali e aree pubbliche ad uso misto; D400 per autostrade, piazzali industriali e zone soggette a carichi concentrati di mezzi pesanti. I sistemi di chiusura variano da telai a battuta semplice (più economici ma meno ermetici) a telai "U" con guarnizioni in elastomero, fino ai sistemi automatici a scatto che garantiscono tenuta perfetta senza intervento manuale.
La selezione corretta di un chiusino stradale inizia dalla valutazione dell'infrastruttura sottostante e del contesto d'uso. Innanzitutto occorre identificare la tipologia di rete servita: accesso a fognatura, acquedotto, gas, energia o telecomunicazioni comportano esigenze leggermente diverse. La fognatura richiede frequentemente sistemi antiodore (telaio "U" con guarnizioni) per limitare le emanazioni maleodoranti; gli accessi ad acquedotto e gas prediligono chiusure ermetica assoluta per questioni di sicurezza ambientale. Il traffico previsto rappresenta il parametro più critico: in una piazza pedonale (B125) il carico massimo è limitato, mentre su una strada urbana a traffico misto (C250) è necessaria maggiore robustezza; su assi viari provinciali o in prossimità di zone industriali (D400) la resistenza meccanica diventa determinante per evitare cedimenti catastrofici. L'errore più frequente consiste nel sottodimensionamento della classe di carrabilità per motivazioni economiche: un chiusino sottodimensionato genera danni al telaio, al coperchio e ai sistemi sottostanti entro 5-10 anni, moltiplicando i costi di manutenzione e creando pericoli per la sicurezza pubblica.
Ulteriori fattori decisionali includono le dimensioni dell'apertura, la profondità del pozzetto e la geometria disponibile. La luce netta (apertura interna) deve essere proporzionata alla necessità di accesso per operatori e attrezzature: formati piccoli (200x200 mm) si adattano a pozzetti di drenaggio e piccoli accessi, mentre aperture ampie (600x600 mm) facilitano lavori manutenzione estensiva. L'altezza utile del chiusino deve compensare la profondità del pozzetto: modelli con altezza 18-30 mm si adattano a pozzetti poco profondi; varianti a riempimento (75 mm di profondità interna) sono indicate quando il dislivello tra il livello stradale e il sistema sotterraneo è moderato. La forma deve coincidere con la geometria del pozzetto: un tentativo di forzare un chiusino quadrato in un pozzetto cilindrico espone al rischio di movimento e cedimento premature. Infine, valutare la disponibilità di asole di sollevamento (presente nei prodotti moderni), l'eventuale necessità di catena di sicurezza (per idranti o accessi frequenti) e il sistema di chiusura più idoneo al contesto: aree ad alto traffico pedonale beneficiano di superfici antisdrucciolo; pozzetti soggetti a accumulo d'acqua richiedono telai con drenaggio laterale.
La progettazione, la produzione e l'installazione di chiusini stradali in Europa sono disciplinate dalla norma EN 124:1994 e successivi aggiornamenti, che definisce classificazioni di carico, dimensioni nominali, materiali ammessi e prove di resistenza. La classificazione in classi di carrabilità (A15, B125, C250, D400) corrisponde a specifiche capacità di carico misurate in kilonewton e riflette scenari d'uso ben definiti: la classe B125 (125 kN) è destinata a zone pedonali e parcheggi; la classe C250 (250 kN) a strade urbane e provinciali; la classe D400 (400 kN) ad autostrade e zone industriali ad altissimo traffico. Oltre al carico statico verticale, la norma prescrive prove di impatto, resistenza al fuoco (per evitare liquefazione della guarnizione in caso di incendio sotterraneo), e impermeabilità agli odori misurata attraverso metodi standardizzati. La ghisa sferoidale utilizzata deve rispondere alla norma EN-GJS-500-7, garantendo resistenza a trazione superiore a 500 N/mm² e allungamento percentuale superiore al 7%, proprietà che conferiscono resistenza agli urti e alle vibrazioni derivanti dal traffico veicolare.
Requisiti specifici emergono anche da normative costruttive nazionali e locali: in Italia, il DM 11.02.1992 (Regolamento Fognature) stabilisce standard di posizionamento e protezione dei pozzetti in aree pubbliche, integrando le specifiche EN 124. La conformità CE è obbligatoria per tutti i produttori europei, implicando test periodici e documentazione tecnica verificata da enti terzi certificati. Aspetti ricorrenti nella pratica includono la necessità di drenaggio laterale per prevenire accumuli d'acqua nel pozzetto (che accelerano la corrosione interna); l'implementazione di sistemi antiodore per accessi a reti di fognatura (fondamentale nei centri urbani densamente popolati); l'uso di vernici antiruggine e rivestimenti in resina epossidica per aumentare la durabilità in ambienti corrosivi (zone costiere, aree industriali). La sezione antiodore a "U" rappresenta uno standard de facto per sistemi fognari moderni, ridotta il rilascio di gas pericolosi e cattivi odori verso la superficie stradale, migliorando significativamente la vivibilità urbana e la conformità a norme ambientali sempre più stringenti sulla qualità dell'aria in aree densamente abitate.
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La classe di carrabilità indica la capacità di carico massima sopportabile. Un chiusino B125 supporta carichi fino a 125 kN ed è idoneo per aree pedonali e parcheggi. Un D400 resiste fino a 400 kN, destinato ad autostrade e zone con traffico pesante concentrato. La scelta dipende dall'uso previsto e dal traffico reale della strada.
Il chiusino deve allinearsi perfettamente con la geometria del pozzetto sottostante: quadrato su quadrato, circolare su circolare. L'altezza utile compensa il dislivello tra strada e infrastruttura. Il telaio deve poggiare su superfici piane e stabili; la sigillatura avviene tramite guarnizione elastica o malta speciale a seconda del tipo di tenuta richiesta. L'ispezione post-installazione verifica l'assenza di movimenti.
È un telaio sagomato a "U" con guarnizione elastica che crea una tenuta ermetica impedendo il rilascio di gas maleodoranti verso la superficie stradale. Essenziale per accessi a reti di fognatura in aree urbane densamente popolate, migliora il comfort ambientale e la conformità normativa sulla qualità dell'aria.
La ghisa sferoidale offre la migliore durabilità (50-60 anni) e resistenza meccanica, con costi iniziali moderati. Il cemento armato è economico per grandi volumi ma meno durevole. La plastica tecnica è leggera e resistente alla corrosione, ideale per zone saline, ma meno utilizzata per alte classi di carico. La scelta dipende da budget, contesto ambientale e traffico previsto.
Ispezionare periodicamente (almeno annualmente) per verificare assenza di movimenti, fessurazioni o accumuli d'acqua. Pulire il perimetro da detriti e sedimenti. In caso di rumorosità durante il passaggio di veicoli, controllare l'integrità della guarnizione elastica. Per cicli di manutenzione severi (accessi frequenti), scegliere modelli con asole rinforzate e catena di sicurezza.