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Microagitatore magnetico capacità fino a 5 litri, controllo elettronico della velocità e struttura resistente agli agenti chimici. Dimensioni: L. 120 x P. 145 x h. 50 mm. Potenza: 0,6 W.
Agitatore magnetico compatto con velocità regolabile, per la miscelazione fino a 3 litri. Dimensioni: L. 150 x P. 260 x h.80 mm. Potenza: 10 W. In ABS con piattaforma di lavoro Ø135 mm.
Agitatore magnetico da banco con display LCD, ideale per la miscelazione controllata di campioni liquidi fino a 3 litri. Dimensioni: L. 150 x P. 260 x h. 80 mm. Potenza: 15 W.
Micro agitatore da laboratorio, con struttura in metallo verniciata a resina epossidica, ideale per agitazioni fino a 5 litri. Dimensioni: L. 120 x P. 128 x h. 48 mm. Potenza: 0,6W.
Agitatore magnetico digitale con controllo elettronico della velocità, funzione timer, display digitale e motore brushless. Dimensioni: L. 120 x P. 145 x h. 50 mm. Potenza: 0,6 W.
Agitatore magnetico ultrapiatto compatto e silenzioso, ideale per agitazioni fino a 5 litri. Dimensioni: L. 160 x P. 230 x h. 33 mm. Potenza: 6 W.
Agitatore per uso didattico e professionale con piastra in resina. Portata: 15 l. Controllo analogico.
Gli agitatori magnetici rappresentano una soluzione indispensabile nei laboratori di ricerca, analisi e qualità, dove la miscelazione controllata di campioni liquidi costituisce un'operazione ricorrente e critica. Questi strumenti sfruttano l'azione di un campo magnetico rotante per mettere in movimento una barra magnetica immersa nel liquido, garantendo omogeneità senza contaminazione e senza usura meccanica diretta. La loro versatilità li rende adatti a settori diversi: dalla chimica analitica alla biologia, dalle scienze farmaceutiche ai laboratori ospedalieri e alle strutture di ricerca universitaria. La capacità di controllare velocità, temperatura e durata dell'agitazione consente di adattare lo strumento a applicazioni molto specifiche, mantenendo l'integrità dei campioni anche quando sensibili a sollecitazioni meccaniche.
La scelta di un agitatore magnetico dipende da molteplici fattori: il volume dei liquidi da trattare, il tipo di soluzione (acquosa, organica, reattivi chimici), la necessità di controllo termico, la frequenza di utilizzo e lo spazio disponibile sul banco di lavoro.
Molti laboratori oggi richiedono strumenti che combinino compattezza, affidabilità e facilità di manutenzione, specie quando il budget è limitato e l'efficienza operativa è prioritaria. I modelli disponibili nel catalogo spaziano da microagitatori ultrapiatti adatti a piccoli volumi fino a sistemi robusti con piastra riscaldante integrata, capaci di gestire capacità superiori ai 15-20 litri con controllo digitale preciso della temperatura fino a 380°C.
Gli agitatori magnetici offrono vantaggi tecnici significativi rispetto a metodi di miscelazione alternativi. Il principio di funzionamento magnetico elimina il contatto diretto tra componenti meccanici rotanti e il liquido: questo riduce drasticamente il rischio di contaminazione da usura, perdita di particolato e degradazione di composti sensibili. La barra magnetica, solitamente rivestita in PTFE (Teflon) o vetro, rimane completamente isolata all'interno del contenitore e non viene mai a contatto con circuiti elettrici o superfici abrasive.
Un secondo vantaggio consiste nella silenziosità operativa: a differenza di agitatori meccanici con alberi rotanti, gli strumenti magnetici generano vibrazioni minime e rumore praticamente nullo, caratteristica apprezzata negli ambienti di lavoro condivisi e nelle strutture dove il comfort acustico è rilevante. La possibilità di regolare la velocità con precisione consente di adattare l'agitazione all'intensità desiderata—da miscelazioni delicate per campioni fragili a movimenti vigorosi per soluzioni molto viscose o per accelerare reazioni chimiche.
Da un punto di vista pratico, gli agitatori magnetici richiedono manutenzione minima: non ci sono spazzole da sostituire, sigilli complessi da pulire, o componenti meccaniche soggette a usura rapida. La pulizia della piastra di lavoro è semplice, e il sistema è compatibile con una vasta gamma di contenitori (becher, erlenmeyer, vial, provette).
Molti laboratori apprezzano anche la flessibilità d'uso: lo stesso agitatore può servire applicazioni molto diverse semplicemente cambiando il volume o il tipo di barra magnetica, senza riconfigurazioni complesse. L'integrazione di funzioni aggiuntive—come il riscaldamento controllato della piastra fino a temperature elevate (fino a 380°C in alcuni modelli)—trasforma l'agitatore magnetico in una stazione multifunzione, riducendo il numero di strumenti necessari e ottimizzando lo spazio.
Il catalogo di agitatori magnetici comprende molteplici categorie, ciascuna progettata per esigenze operative specifiche. I microagitatori ultrapiatti rappresentano la soluzione più compatta: con altezze di soli 15-33 mm e dimensioni contenute, sono ideali per laboratori con poco spazio disponibile sul banco di lavoro o per applicazioni dove il volume massimo trattato è inferiore ai 5 litri. Questi modelli combinano ingombro ridotto con prestazioni affidabili, grazie a motori a basso consumo (0,6-6 W) e controllo analogico o digitale della velocità. Sono perfetti per lavori routinari, analisi di laboratorio diagnostiche, o come strumenti di backup in strutture con molteplici postazioni.
Gli agitatori magnetici standard da banco offrono un equilibrio tra funzionalità e costo: montati su una base stabile, forniscono una piattaforma di lavoro più ampia (diametro piastra fino a 135 mm) e capacità fino a 15 litri. La loro struttura in ABS o metallo verniciato garantisce resistenza agli agenti chimici e una lunga durata operativa. Molti modelli in questa categoria includono controllo digitale della velocità (fino a 1500 giri/min) e alcune varianti presentano un display LCD per la visualizzazione dei parametri, facilitando il monitoraggio e la ripetibilità delle operazioni.
Una categoria emergente è quella degli agitatori magnetici con riscaldamento integrato, dove la piastra di lavoro contiene un elemento riscaldante che consente di mantenere i campioni a temperature controllate durante l'agitazione. Questi strumenti sono essenziali in chimica sintetica, reazioni enzimatiche, studi di solubilità e processi che richiedono il controllo termico contemporaneamente all'agitazione. La piastra può essere in ceramica, acciaio inox o alluminio, e la gamma di temperature varia dai 70°C fino a 380°C in alcuni modelli professionali, con controllo fine della temperatura tramite dial analogico o interfaccia digitale jog dial.
I modelli più avanzati includono funzionalità come timer programmabile, display retroilluminato, sensori di temperatura incorporati e sistemi di sicurezza automatica (arresto in caso di surriscaldamento o mancanza di liquido sulla piastra). Alcuni agitatori sono progettati specificamente per ricerca e sviluppo, con portate fino a 20 litri e velocità regolabile in intervalli stretti (ad esempio 60-1500 giri/min), garantendo una miscelazione omogenea anche per volumi significativi o soluzioni ad alta viscosità.
La selezione di un agitatore magnetico deve partire dall'analisi dei volumi tipicamente trattati in laboratorio. Se le operazioni riguardano campioni inferiori a 1-2 litri—comune in analisi di qualità, test diagnostici o preparazione di soluzioni standard—un microagitatore è sufficiente e preferibile per l'economia di spazio e consumo energetico. Se invece il laboratorio lavora regolarmente con volumi tra 3 e 15 litri, la scelta di un agitatore da banco standard offre maggior stabilità e affidabilità nel tempo, specie se l'uso è quotidiano e intensivo.
Un secondo criterio decisivo è la natura chimica dei liquidi da agitare: soluzioni acquose semplici tollerano quasi qualsiasi agitatore, mentre campioni organici, acidi concentrati o basi caustiche richiedono una piastra resistente (ceramica o acciaio inox) e una struttura dichiaratamente compatibile con agenti chimici aggressivi. Le descrizioni tecniche dei prodotti specificano sempre il materiale della piastra e della struttura; una barra magnetica rivestita in PTFE è universale, mentre alcuni modelli economici possono avere rivestimenti meno nobili che degradano in ambienti chimicamente ostili.
La necessità di controllo termico è un discriminante importante: se i processi non richiedono riscaldamento, un modello senza piastra riscaldante è più economico, compatto e facile da mantenere. Se invece le applicazioni richiedono temperature controllate—sintetizzazione chimica, reazioni enzimatiche, solubilizzazione di polimeri—la scelta di un modello con riscaldamento integrato è non negoziabile. In questo caso, è importante verificare che l'intervallo di temperatura sia sufficiente (ad esempio 70-380°C per sintesi inorganiche ad alta temperatura) e che il controllo sia preciso, preferibilmente digitale, per garantire riproducibilità.
Un errore comune è sottovalutare l'importanza del controllo della velocità: agitatori con controllo analogico semplice spesso non permettono una regolazione fine, mentre modelli digitali con display LCD consentono di impostare e leggere velocità esatte (giri/min), essenziale quando la ripetibilità degli esperimenti è critica. La presenza di timer programmabile è utile in laboratori dove l'agitazione deve durare un tempo predefinito senza sorveglianza costante. Infine, verificare l'effettiva disponibilità e il tempo di consegna: molti modelli professionali hanno tempi di reperimento lunghi se non in stock.
Gli agitatori magnetici da laboratorio, come tutti gli strumenti elettrici per ambienti professionali e di ricerca, devono rispettare normative europee di sicurezza elettrica e di progettazione. La normativa principale è la EN 61010-1, che definisce i requisiti di sicurezza per apparecchiature elettriche di laboratorio, inclusi i controlli di isolamento, i limiti di temperatura delle superfici esterne, la protezione dai contatti accidentali e la robustezza meccanica. Gli agitatori magnetici certificati CE, come quelli commercializzati in Italia e Europa, devono superare questi test e riportare la marcatura di conformità sulla piastra o nel manuale.
Un ulteriore aspetto normativo riguarda la compatibilità elettromagnetica (EMC, EN 61326), che assicura che lo strumento non generi interferenze dannose su altri apparecchi nelle vicinanze e che non sia sensibile a campi elettromagnetici esterni. Questo è particolarmente rilevante in laboratori con molti strumenti collegati in prossimità, come analizzatori, spettrofotometri o sistemi di acquisizione dati. Gli agitatori magnetici moderni, soprattutto quelli con motore brushless e controllo digitale, sono generalmente immuni a queste interferenze, mentre modelli molto datati potrebbero presentare problemi in ambienti ad alta densità di strumenti.
Sotto il profilo della sicurezza operativa, la normativa richiede che l'agitatore sia dotato di protezioni termiche per la piastra riscaldante (se presente), di un interruttore di alimentazione facilmente accessibile, e che le istruzioni d'uso siano chiare rispetto ai rischi di contatto con le superfici calde o con la barra magnetica in rotazione.
In Italia e nell'UE, la direttiva ATEX (Atmosfere Esplosive, 2014/34/UE) è rilevante solo se l'agitatore è destinato a ambienti con atmosfere potenzialmente esplosive; la stragrande maggioranza dei laboratori non rientra in questa categoria, quindi tale conformità non è obbligatoria. Invece, è consigliabile verificare che l'agitatore sia conforme alla direttiva macchine (2006/42/CE), che copre la progettazione e la messa in servizio in sicurezza. Tutti i fornitori certificati in Europa forniscono documentazione completa (dichiarazione di conformità, manuale d'uso in italiano, certificato CE) come standard, elemento che conferisce credibilità e protezione legale in caso di sinistri.
Esplora tutti i prodotti della categoria e confronta le soluzioni disponibili per trovare quella più adatta al tuo contesto operativo. Dalla ricerca diagnostica all'ingegneria chimica, disponiamo di modelli per ogni esigenza di laboratorio, con specifiche complete, prezzi trasparenti e supporto tecnico dedicato.
La capacità dipende dal modello: i microagitatori gestiscono fino a 5 litri, gli agitatori da banco standard fino a 15-20 litri, mentre i modelli professionali con piastra riscaldante possono raggiungere 20-25 litri. Oltre questo volume, è consigliabile ricorrere a agitatori meccanici o miscelatori industriali.
La maggior parte dei modelli con riscaldamento permette temperature da 70°C a 380°C, controllate tramite termostato analogico o digitale. Alcuni modelli entry-level raggiungono solo 100-150°C. Verificare le specifiche tecniche del singolo prodotto prima dell'acquisto per applicazioni ad alta temperatura.
Sì, purché la piastra di lavoro sia in ceramica, acciaio inox o alluminio, e la struttura sia dichiaratamente resistente agli agenti chimici. Evitare ABS semplice con acidi forti. La barra magnetica rivestita in PTFE è universale e resiste a quasi tutte le sostanze chimiche comuni in laboratorio.
Il controllo analogico usa una manopola variabile e offre una regolazione continua ma meno precisa; il digitale consente di impostare e leggere la velocità esatta in giri/min su un display, garantendo maggior ripetibilità. Scegliere digitale se la riproducibilità dei dati è critica nel tuo lavoro.